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Dopo averli salutati a ridosso dell’inizio della pandemia con uno split coi veneti Beelzebeat, i torinesi Cibo si avvicinano alle due decadi di carriera con un nuovo album uscito a sorpresa.


“Muzik”, che come sottotitolo ha “Volume 1” (a presagio di un sequel!), è il loro nuovo disco.
Una manciata di brani sparati e scarni, ma ben calibrati e ricchi di idee, come ci possiamo aspettare da loro.


Li abbiamo intervistati in esclusiva.

1) Cosa è successo tra l’uscita dello split coi Belzebeat e Muzik in casa Cibo?


Ciao a tutti amici del web del pianeta terra! Ringraziamo subito Dafenproject per l’intervista e procediamo a rispondere.

I Cibo tra lo split coi Beelzebeat e l’uscita di Muzìk vol.1 non hanno mai perso le speranze e hanno continuato a suonare dentro la loro cella frigo adibita a sala prove. Tutte le date pronte per presentare la nuova formazione e lo split coi Beelzebeat erano saltate con grande rammarico.  Continuare a creare musica insieme nei periodi in cui la pandemia lo ha consentito è stato a dir poco terapeutico e ci ha personalmente aiutati a superare dei momenti difficili. La nostra fortuna è stata avere una sala prove a disposizione e anche la wild card del Redwood  studio gestito del nostro chitarrista Matteo detto Snake e dal suo collega Paolo Gibin. Così abbiamo registrato un po’ di brani, alcuni in presa diretta e altri riprendendo prima la batteria e poi tutto il resto. È stato un periodo utile per creare musica in tutta calma, aumentare l’affinità della nuova formazione, sperimentare suoni, modalità diverse di registrazione  e progettare questa nuova uscita.


2) Muzik esce come album a se stante, ma riporta il “sottotitolo” Volume 1. Cosa significa? Cosa bolle in pentola? Ci sarà un seguito?


Ovvio che ci sarà un seguito! Parliamo del volume 2 che attualmente è in fase di missaggio. Abbiamo deciso di fare questa doppia uscita in digitale, aspettando un momento più adatto per una stampa in cd e vinile. Vediamo come va, se piace, se qualcuno è interessato a una coproduzione oppure se la Epitaph decide di produrci, hi hi. Scherzi a parte ciò che conta per noi è avere una scaletta nuova da presentare live ed è ciò che faremo il 24 marzo al BLAH BLAH di Torino, e in altre 8 seguenti date dove suoneremo anche il vol.2 di Muzìk.


3) La vostra formazione ha visto cambiamenti e sconvolgimenti nel tempo, ma ora sembra essere stabile e affiatata. Quali sono gli equilibri attuali e cosa invece ha messo a repentaglio (se mai fosse accaduto) la stabilità della band?

La stabilità attuale della band è sicuramente minacciata dalla fidanzata del bassista Dario detto Aries. Nel week end lo vuole tutto per lui il che diventa complicato perchè i Cibo dopo la dipartita del bassista storico Barbarico lo avevano acquistato al prezzo di 8 chioschi di banane in un paesello sperduto della Colombia. Lui deve tutto a noi, prima non era nulla e adesso invece è una rockstar…Quindi la sua ragazza – che mangia grazie ai numerosi soldi che lui riesce a portare a casa pizzicando le corde del suo basso- deve riconoscere che è meglio per sua stessa sussistenza lasciarlo suonare. Ci stiamo lavorando, abbiamo assoldato due psicologi,  un dentista, una scimmia e un ornitologo….Scherzi a parte: vogliamo tanto bene alla ragazza di Dario detto Ariès. L’attuale formazione gira alla grande, siamo tutti molto tranquilli e in questa fase delicata stiamo cercando di porre gli interessi musicali il più avanti possibile rispetto alle fondamentali esigenze affettive e lavorative. Prima dell’uscita dello split con I Beelzebeat abbiamo rischiato di scioglierci a seguito della separazione con l’ex storico bassista Fede e i chitarristi Ale e Fede. Marco e Giorgio hanno comunque trasferito la sala prove dentro a una cella frigo per continuare a fare qualcosa. In seguito a un annuncio di ricerca musicisti, con stupore è tornato Matteo antico chitarrista e fondatore della band. È arrivato poi il freschissimo Dario. Abbiamo deciso allora che potevamo permetterci di continuare con il nome di Cibo e oggi siamo qui, contenti di poterci raccontare ed esibire!


4) I vostri testi celano la realtà del mondo dietro un velo di ironia. Come riuscite a trovare la ricetta giusta per le vostre liriche?


La ricetta giusta per le nostre liriche…Di base partiamo dalla creazione di riff seguendo una voce registrata, una chitarra o un giro di basso. La musica ci suggerisce poi un tema. Alcune volte si parte invece alla creazione di un riff che ricorda il soggetto che vogliamo dipingere. Nel caso di Muzìk è stato il cantante Giorgio detto Dragon a stendere la metrica e i testi definitivi. I rifinimenti e cori eventuali  sono poi arrivati in fase di registrazione in studio. Fare questo è divertentissimo, nessuno di noi è geloso del “colpo di genio” di un altro. L’atto creativo e quello del ridere insieme vanno di pari passo.
I nostri testi sono semplicemente noi. C’é chi si esprime con testi notevoli a livello di denuncia politica o sociale e sinceramente stimiamo molto chi riesce a farlo bene.

 Il nostro modo di scrivere riguarda più un mondo interiore, un qualcosa di presente a livello inconscio e dettato da uno stato di libertà assoluta. Prendete una tela e dei colori. Scegliete a caso i colori che più vi attirano e date libero sfogo alla vostra ispirazione. Noi per la maggioranza dei casi abbiamo fatto così, ci siamo lasciati trasportare da immagini e da soggetti e li abbiamo fatti parlare, scoprendo poi che c’è un motivo interiore, talvolta profondo e altre volte meno, per cui l’abbiamo fatto. Talvolta sono voci del presente, altre volte sono voci dell’infanzia, relative a uno sguardo bambino che fatichiamo malinconicamente a lasciar andare. Non so se rendiamo l’idea con cui rispondiamo a questa domanda, quel che possiamo dire con certezza è che molti testi sono stati da noi compresi, per ciò che concerne la loro scelta, solo dopo aver intrapreso sedute di psicoterapia. 

Non esiste quindi nessuna ricetta giusta, solo un movimento interiore condiviso, un lasciarsi galleggiare alcune volte in acque più o meno agitate…Ma sempre insieme.


5) La copertina è molto curata. Come è nata l’idea? Quanto è importante azzeccare anche l’aspetto grafico ed estetico di un disco, oltre al sound? Mi riferisco anche al titolo, che rimane facilmente impresso.


La copertina di Muzìk- il cui titolo riprende una canzone che sarà nel vol. 2 – DOVEVA essere speciale in quanto realizzata da Silvia Sicks e dedicata alla sua migliore amica Claudia,  mancata recentemente in un incidente in montagna. Insieme suonavano da anni nella band Godog.  Claudia per noi è stata un’amica vera, ci ha sempre aiutato ospitandoci tante volte a Roma dopo le nostre date, organizzando live per noi e tantissime altre band in locali come dal Verme, supportandoci con il grande cuore che aveva. Silvia, alias Tunonna e grande artista grafica eclettica era l’unica persona a cui rivolgersi. Ci ha proposto una copertina in cui per ogni brano era dedicato un disegno. Il risultato potete vederlo da voi, per noi è qualcosa di fantastico, in grado di rispecchiare la nostra personalità e il nostro modo di approcciarci alla musica; il modo migliore per onorare la nostra amica.

Tutte le altre nostre precedenti copertine sono state realizzate da persone speciali e di grande sensibilità come Luca (appetibile – ignorante), Jacopo dei Fine Before You came dallo studio di legno  (Qualità ), Nico ( Incredibile), Steuso (capolavoro), Michele Boscagli aka Michele Mirabella (split coi Beelzebeat). In questo momento, con rammarico ci manca il nome di un ragazzo che ci ha disegnato la copertina dello split con gli airlines of terror nel 2008! Possa egli scusarci per tale torto! Ricordiamo però di avergli dato il tema e che- con grande sorpresa- ci sparò qualcosa che avevamo visualizzato proprio in quel modo. Un capo assoluto. Non avendo più copie fisiche di quello split in questo momento non siamo riusciti a citarlo.

Abbiamo sempre dato molta importanza al fatto che le nostre copertine fossero diretta emanazione del senso onirico che permea la nostra attività di punk musicanti stravaganti.

6) Qual è la cosa più difficile da affrontare per una band come la vostra oggigiorno?


Ad oggi la nostra più grande fatica è accettare di avere un jet che può volare solo in giardino. Siamo maledettamente carichi,  consapevoli  del fatto che è proprio dal vivo che siamo forti e speriamo col cuore di poter svolgere le date che abbiano fissato, aggiungendone altre  in posti dove ancora non siamo stati…come al sud o all’estero per esempio.

 

7) Cosa prevede il prossimo futuro per i Cibo?

Il prossimo futuro è un grande punto interrogativo se pensiamo a ciò che sta succedendo in Ucraina e che potrebbe espandersi in tutto il mondo. Crediamo di non sbilanciarci troppo dicendo che la guerra trasforma gli uomini in bestie e il benessere capitalistico rischia di renderli ciechi, sordi e privi di empatia. Speriamo in bene. Sicuramente abbiamo in programma l’uscita del vol. 2 in fase di missaggio e mastering presso il Redwood Studio di Torino. Questa uscita è ancora da concordare con il nostro ufficio stampa- nonchè grande artista -Gab De La Vega.  Speriamo in breve di realizzarla per dare continuità al lavoro svolto in periodo di pandemia e per poter proseguire con la registrazione del nuovo materiale che stiamo preparando. 

Per adesso vi salutiamo, vi ringraziamo e speriamo di potervi incontrare presto.

Abbracci dal batterista Marco – detto Salamander – e dai Cibo.

Kyu kyu