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Arrivano da Vicenza e sono una nuova band. Ma hanno alle spalle esperienze e nomi di rilievo: membri di Slander, Regarde e La Fortuna, danno vita ad un nuovo progetto punk rock: JAGUERO.
Hanno appena pubblicato un assaggio dell’EP di debutto, che uscirà ad Aprile per Epidemic Records.
Li abbiamo intervistati in esclusiva per Dafenproject.

 

I Jaguero sono una nuova band, ma avete tutti esperienze precedenti, anche importanti. Cosa vi ha spinto ad intraprendere questo percorso?

Prima di tutto, l’amicizia: ci conosciamo tutti da un bel po’ di tempo, e c’era proprio la voglia di avere una band di questo tipo, senza troppo stress e facendo quello che ci viene più naturale. Le esperienze passate, e allo stesso modo quelle presenti, sono comunque una parte importantissima per noi, e il progetto Jaguero viaggia su un binario parallelo a ciascuna di esse. In secondo luogo, ci interessava provare qualcosa al di fuori della nostra comfort zone!

 


Jaguero si rifà all’immaginario della “lucha libre”, con le sue maschere pittoresche. Come mai questa scelta?

È stata una scelta legata al nome in sé, Jaguero. Quando questo nome è uscito fuori durante una serata ad una festa, l’abbiamo associato subito ad un Rey Mysterio ma meno famoso. E quindi in quel momento abbiamo deciso che Jaguero è questo: un wrestler dannato che rappresenta la costante lotta tra la parte buona e quella cattiva in ognuno di noi. Ma di base, nessuno sa chi sia questo Jaguero.

 

“Mild Safari” è il vostro singolo di debutto. Cosa potete dirci di questo brano? 
È un brano che parla della fine di una relazione causata da una partenza imminente, e di come questa venga metabolizzata durante il classico weekend in giro a feste, serate e concerti. Questo approccio può farti apprezzare davvero “l’attimo” rispetto a quello che avevi e che avrai. Insomma, è un modo per prendere una situazione spiacevole ed affrontarla a muso duro.

 

Scegliere il primissimo pezzo da far ascoltare al pubblico è difficilissimo. Come avete scelto “Mild Safari”?

In effetti, è stato abbastanza difficile. Una volta ottenuto il master finale, pareva che ogni canzone del disco potesse essere un potenziale primo singolo. Dopo settimane abbiamo scelto quindi Mild Safari perché forse tra tutte è la più d’impatto, quella “piaciona” per intenderci. Però all’occhio, nemmeno le altre tracce scherzano!

 

Quali band, dischi, canzoni, idee hanno maggiormente influenzato la vostra scrittura?
Sicuramente i pilastri del genere hanno avuto un forte impatto sulla scrittura. L’idea di fondo è comunque quella di cercare di essere sempre in movimento, e di variare senza ripetersi mai. Ci ispiriamo molto all’idea di composizione di band come PUP o Angel Dust: canzoni più o meno semplici, ma suonate di pancia. Un discone recentissimo che c’ha influenzato parecchio è stato proprio “YAK: A Collection of Truck Songs” degli Angel Dust.

 

A breve uscirà il vostro EP di debutto. Cosa potete dirci a riguardo?
Possiamo dire con certezza che è un EP estremamente variopinto. Non volevamo incastrarci in un sotto-genere ben specifico, ricadendo nei vari cliché ormai troppo sentiti. Ci siamo trovati in sala prove, abbiamo suonato, abbiamo giocato con le canzoni e coi testi, e questo è il risultato. Ci siamo divertiti a scriverlo e registrarlo, quindi speriamo trasmetta lo stesso all’ascoltatore.

 

Il futuro prevede concerti? Dove vi piacerebbe arrivare con questo progetto? Avete un gruppo in particolare col quale vi piacerebbe condividere il palco?

Beh, vista pandemia un po’ ballerina, speriamo che il futuro possa portarci in giro a suonare il più possibile. Questo progetto è nato soprattutto per suonare dal vivo, e non per chiudersi in casa e scrivere hit per Spotify. Puntiamo a portare Jaguero fuori dalla nostra città, sognando America e Regno Unito. In quel caso, condividere il palco con i Drug Church sarebbe fighissimo, chissà!

Cosa dobbiamo aspettarci dall’EP in arrivo? Potete svelare qualche segreto, solo per noi e chi ci legge?

Aspettatevi di tutto, perché abbiamo concentrato un sacco di cose in pochissimi minuti di musica. Una perfetta rappresentazione di questo è un commento di Maurizio Baggio, che si è occupato delle registrazioni, mix e master presso La Distilleria, a Bassano del Grappa. Durante una sessione di mixing, ci fa “sto Jaguero è da fazzoletti clinex o da pugni sui denti”. Quindi ecco, state attenti a cosa vi colpirà.

 

Grazie per essere stati nostri ospiti! In bocca al lupo per il vostro debutto discografico!