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I Deaf Lingo sono una band alt-rock di Milano. Ma stanno per fare uscire un disco, il secondo, per un’etichetta svedese, che viene distribuita in tutta Europa e non solo. Già si intuisce il respiro felicemente internazionale di questo progetto, che con dei singoli d’anteprima miratissimi ha iniziato ad incuriosire anche chi non li seguiva circa il loro prossimo album, in arrivo a fine Aprile.
Li abbiamo intervistati per voi, in esclusiva.


Chi sono i Deaf Lingo? Come descrivereste il vostro gruppo a chi non vi conosce?

Ciao! Siamo una band lombarda che si divide tra Milano e la Brianza, suoniamo dal 2015 e abbiamo un disco all’attivo uscito per One Chord Wonder. Ci piace la musica punk, i chitarroni ma anche le melodie. Il tutto condito con un suono abbastanza lo-fi.

State per pubblicare un nuovo album. C’è qualche punto di rottura col passato e qualche riconferma nella vostra ricetta musicale?

Nel nuovo disco “Lingonberry” in uscita il 29 aprile per l’etichetta svedese Lövely Records potrete sentire sicuramente delle differenze rispetto al nostro primo disco “Bug”. Con questa nuova uscita abbiamo lavorato molto sulla composizione dei pezzi insieme, ci è voluto quindi più tempo per completarlo. E’ cambiato anche il modo di registrare. Infatti il primo disco è stato registrato completamente su un registratore analogico a 8 tracce. Stavolta invece abbiamo deciso di registrare in uno studio vero e proprio, la resa sonora è completamente diversa.

Avete pubblicato alcuni singoli d’anticipazione tratti dal nuovo lavoro. Come avete scelto i brani che potessero rappresentare ciò che è racchiuso nel nuovo album? Quanto conta il giorno d’oggi, nell’epoca dei singoli e delle playlist editoriali, azzeccare il brano giusto?

I 4 singoli estrapolati dal nuovo disco sono stati scelti assieme all’etichetta, le nostre idee erano abbastanza allineate a quello che ci è stato proposto dalla Lövely. 

Le piattaforme digitali, come ben sappiamo, hanno stravolto il modo di fruire musica. Questo ha creato delle nuove dinamiche che spingono gli artisti come noi a creare una vera e propria strategia per le nuove uscite. Piattaforme di streaming e social network vanno di pari passo e l’artista DEVE stare al passo coi tempi se vuole in qualche modo emergere.

Avete firmato con un’etichetta svedese, Lovely Records. Come è avvenuto il vostro avvicinamento? Esistono realtà italiane che vi piacciono (anche se poi siete finiti con un’etichetta svedese)?

È andata più o meno così: avevamo appena finito di registrare il disco, ci piaceva particolarmente il risultato e lo abbiamo fatto ascoltare ad alcuni amici tra cui Barba, il bassista degli Hakan (band che dovete assolutamente ascoltare). È stato lui a consigliarci di contattare la Lovely Records. Dopo pochi giorni Kaj, il capo di Lövely, ci ha risposto dicendosi interessato a fare uscire il disco.

Cantare in inglese in Italia è ancora visto di cattivo occhio? È ancora penalizzante?

Non saprei dirti se sia mai stato visto di cattivo occhio. Per noi è abbastanza naturale farlo. È da quando non avevamo peli in faccia che ascoltiamo musica cantata in inglese, il passaggio a farla è stato automatico. Ascoltiamo anche molta musica italiana, chissà magari un giorno ci capiterà di scrivere qualcosa in italiano. 

Quali sono i dischi che vi hanno colpito maggiormente negli ultimi tempi? Ci sono album che meriterebbero la nostra attenzione?

Negli ultimi due anni è uscita molta roba che ci è piaciuta, rimanendo in Italia posso farti i nomi di Labradors, Hakan, I Like Allie, Bee Bee Sea. Uscendo dai confini i primi nomi che mi vengono in mente sono King Gizzard and the Lizard Wizard, Wolf Alice, Ty Segall, Mdou Moctar e Drug Church.

Qual’è la frase di uno dei vostri testi che in questa fase della vostra vita risuona più di altre?

Grazie per la bella domanda! Devo dire che purtroppo ultimamente tra sfighe e catastrofi mondiali la frase più azzeccata è “I know it’s sad, it’s getting worse” dal nostro singolo “Friends”

Una volta uscito l’album, sarà possibile vedervi dal vivo? Avete concerti e tour in arrivo?

Speriamo davvero di girare il più possibile, per ora siamo riusciti a confermare la data del release party che a breve annunceremo. In questo periodo, per noi, è davvero difficile trovare delle situazioni per promuovere il nostro disco live, spesso non riceviamo risposte dai locali o dai promoter. Speriamo di trovare più occasioni ora che la situazione pandemia si è sbloccata. A tal proposito ci appelliamo a chiunque voglia farci suonare, contattateci saremo ben lieti di venire a fare festa dalle vostre parti!