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Hanno appena pubblicato un nuovo album.
Un lavoro intenso e personale, frutto della passione e dell’impegno che questi ragazzi mettono nella loro musica.
Niente è lasciato al caso ma tutto suona estremamente spontaneo e ammaliante.

Gli Amesua sono una band sarda che abbiamo intervistato in esclusiva per Dafenproject.

Enzo ha risposto alle nostre domande.

Come sono cambiati gli Amesua in questi anni, sia dal punto di vista musicale che personale?
Come questi cambiamenti hanno influenzato ciò che la band ha appena prodotto, ossia l’intenso  album “Punto”?

E: Io e Marco suoniamo assieme dal 2007, Simone è entrato qualche anno più tardi mentre Alessandro e Luciano si sono uniti alla band perché hanno sempre fatto parte delle nostre vite ed il suonare assieme è risultata una delle cose più naturali di sempre.
Come band e come persone siamo tutti cresciuti assieme e questo ha scandito ogni nostra composizione.
Dalle turbe adolescenziali dei primissimi anni alle varie sfaccettature della vita adulta di adesso.

Ciò che non è cambiato è la voglia di ritrovarci in sala e suonare assieme.

In Punto è presente tutto questo ma con uno sguardo più maturo.

 

“Punto” arriva in un momento storico decisamente concitato. La pandemia, la crisi della musica che ne ha conseguito (oltre alle tante altre implicazioni che esulano dal nostro ambito artistico), la guerra in Ucraina.
La società si sta confrontando con enormi difficoltà e spesso non è facile trovare spazio per l’espressione personale e l’arte.
Come collochereste “Punto” e i suoi contenuti musicali e lirici all’interno di questa cornice storica, sia per voi stessi che per il mondo sul quale si affaccia questo disco?

E: La pandemia, lo stare lontani in realtà è servita per capire che non siamo una band che può lavorare a distanza. Ci abbiamo provato più volte durante i lockdown ma mancava la magia dello stare tutti in una stanza con gli ampli a palla.

 

Suonate o avete suonato in altri progetti musicali? Cosa avete portato da essi nel calderone degli Amesua?

E: Olbia è una città piuttosto piccola ma con una scena musicale molto attiva, da sempre abbiamo militato in altre bands di diversi generi quali punk hardcore, Metal fino ad arrivare all’ambient e l’elettronica. All’interno degli Amesua ci sono tutte le esperienze maturate in passato tra gioie, dolori, Vittore e sconfitte. Credo che questo bagaglio abbia contribuito enormemente a definirci. Come diceva un noto brano dei Grandine: “non è soltanto musica”.

A: Al momento sia Io che Enzo suoniamo in altre due band attive nel territorio isolano e non.

Io suono punk-rock nei Second Youth, ed Enzo suona Metal nei Cannot.

Cantare in Italiano è una cosa che limita il raggio d’azione al solo contesto italofono oppure c’è margine di esportare la propria arte? Lo screamo made-in-Italy ha fatto scuola all’estero, ci chiediamo se sia ancora così, soprattutto per una band come la vostra.

E: Penso che il cantare in Italiano non sia un limite, specialmente coi tempi che corrono dove si può tradurre istantaneamente tutto. Il fattore importante penso sia creare qualcosa che possa arrivare anche se non si comprende a pieno la lingua. Come quando da ragazzini ci si gasava tantissimo nell’ascoltare i dischi in inglese anche senza capirne il significato, quella sensazione “di pancia” che poi ti spinge a saperne di più e scoprire che quel brano finisce col rispecchiarti a pieno.


 

Come nascono i vostri testi? Sono frutto del lavoro di una mente sola o è un’opera condivisa?

E: I testi sono opera di Simone e Marco e si basano su esperienze personali, libri e videogames.
In Punto ci si ispira, per i primi tre brani alla Trilogia della frontiera di Cormac McCarthy e la serie di videogames Red Dead Redemption mentre, nella seconda parte si parla di incertezze, delusioni, e problemi della quotidianità.

 

Ci sono gruppi italiani coi quali vi piacerebbe condividere un concerto, un tour, uno split o un featuring?

E: Devo ammettere che la lista sarebbe sconfinata ma cercherò di essere davvero breve.
Direi Sangue che oltre a dividere la sala con loro sono gli amici di una vita, Dags!, Minnie’s, Raein, Stormo.

 

 

Cosa avete in cantiere per i prossimi mesi? Concerti? Nuova musica?

Suonare, Suonare, Suonare!

Il 9 Luglio saremo a Cagliari assieme a Shizune, Regrowth, Fossa e Dharma Station.

Mentre per l’autunno/inverno stiamo pensando di organizzare qualche data fuori per promuovere il disco e per vederci visto che, oltre alle prove, gli impegni personali rendono un po’ difficoltoso lo stare assieme.

Per chiunque volesse darci una mano con le date, può scriverci su Facebook/Instagram!